L’Altro nel rapporto con l’Io nella storia
Il dialogo, la conversazione, la domanda e la risposta, l’importanza del comunicare tra l’io e l’altro. L’interrogativo “chi è l’altro?”. Nel volume “I percorsi dell’altro. Antropologia e storia”, l’antropologo Gennaro Cicchese fa un escursus storico-filosofico molto interessante del rapporto umano, con conclusioni che indicano nuove strade da percorrere e analizzare
Il dialogo è un discorso tra due o più persone. Una conversazione, spesso con domande e risposte, su un argomento determinato. E’ uno scambio di opinioni per un confronto, perché solo in questo modo gli esseri umani possono intendersi meglio. Quanto sia necessario e il vero scopo del dialogo è argomento di studio di molti.
Gennaro Cicchese è uno dei maggiori antropologi che si cimenta da anni sulla necessità e sulla validità del dialogo. Al suo attivo ci sono già due volumi che spiegano in modo esauriente e dotto come affrontare il rapporto con l’altro. Perché occorre il dialogo? Senza il dialogo l’uomo non può vivere? O, meglio, come vive? Ci sono altre mille domande, cui Cicchese, missionario oblato di Maria Immacolata e docente di antropologia all’università Lateranense e al Centro Sant’Agostino di Dakar, risponde con corrette e approfondite analisi sui rapporti umani. Sull’”io” e sull’”altro”.
Il suo primo testo, “I percorsi dell’altro. Antropologia e storia”, è un interessante percorso sulla ricerca dell’altro e la sua storia nel corso del tempo, dagli albori ai giorni nostri. Il libro, pubblicato nel 1999, è stato rivisitato compiutamente con la seconda edizione, uscita di recente.
L’autore affronta le ardue perplessità, cioè la problematicità più critica e più difficile da risolvere, quando l’elementare esperienza del rapporto tra l’”io” e l’”altro” si eleva al piano della riflessione filosofica.
Gennaro Cicchese affronta questi temi con una consapevolezza reale e brillante del loro divaricarsi, del loro intrecciarsi e complicarsi, sia sul piano storico, sia sul piano teoretico. Il lavoro di questo autore si distingue per la vasta ricerca storica del problema; una ricerca, che conduce, quasi inevitabilmente, a una separazione e valutazione degli elementi essenziali. La sua originalità si coglie bene nell’evidenziare l’originarietà del concetto di “alterità”. E se il testo non è una vera risposta, esso si prospetta come un avvio delle soluzioni su basi acquisite.

