Oltre un secolo e mezzo di fede a Lourdes
La fede incrollabile di Bernadette porta da 153 anni, dall’11 febbraio 1858, milioni di persone a Lourdes. Questa grande fede offre la speranza del domani, del ritrovare una vita più giusta a milioni di persone che chiedono alla Madonna di esaudire i loro problemi. L’incontro di Bernadette con “Akirò”, la Madonna. La rivelazione: “Que soy Immaculada Conceptiou”

L’incrollabile fede di una giovane adolescente ha portato e continua a portare milioni di persone al Santuario mariano di Lourdes. Sono trascorsi esattamente 153 anni da quel lontano 11 febbraio 1858, giorno in cui l’Immacolata Concezione si rivela a Bernadette Soubirous, una ragazza di appena quattordici anni, sostenuta da una fede incrollabile.
E’ quella stessa fede che Bernadette trasmette da allora, di giorno in giorno, a milioni di persone che giungono nel piccolo villaggio ai piedi dei monti Pirenei. In loro c’è la speranza di tutto. La speranza di rinnovarsi, di ritrovare la strada giusta, di ritrovarsi, perché questi pellegrini sono alimentati dal forte desiderio di credere per voler ritrovare quella strada, spesso persa, della rettitudine. Bernadette offre a loro la speranza di poter rivolgere una preghiera alla Madonna proprio lì, dove l’Immacolata apparse alla veggente. Bernadette offre la speranza di un rinnovamento e di un miracolo che porti serenità. Si va a Lourdes per affidarsi nelle mani della Madonna, nelle mani della Madre di tutti. Sì, perché Lei è la Madre di tutti.

E è la fede, la prima tra le tre virtù teologali, che spinge questa moltitudine verso il Santuario e consente a milioni e milioni di persone di esprimere con certezza assoluta e con piena convinzione una preghiera a “Akirò”, questo il termine con cui Bernadette indica all’epoca la “Signora”, la Madonna.
La piccola Bernadette nel periodo delle Apparizioni è ancora adolescente; non ha studiato ancora e non conosce la lingua francese e, come tutte le popolazioni dei tanti villaggi del Sud della Francia, si esprime nel dialetto locale. Un dialetto che, spesso, è talmente diverso da un villaggio all’altro, anche se non lontano, che spesso non si capiscono quando parlano. Soltanto dopo, Bernadette studia, si istruisce e impara il francese.
La sua origine è in una famiglia benestante. E’ figlia del mugnaio di Lourdes, che ha una bella casa adiacente al mulino e c’è da magiare ogni giorno. Ma i tempi cambiano. Il padre ha problemi che non riesce a superar e perde ogni cosa materiale e la famiglia è costretta a vivere nell’indigenza. Per due anni, la loro casa è costituita da una sola stanza del vecchio “cachot”. Il cachot è un ex carcere acquistato da un cugino del padre che consente loro di viverci gratis. Si tratta di una stanza di medie dimensioni con un lavandino per cucina, da un lato, e un piccolo camino, dall’altro. I servizi sono all’esterno, tra i campi. Un’intera famiglia in una piccola stanza con grandi problemi anche di sostentamento. Una vita dura, forse non ben immaginabile, ma che colpisce, e molto, visitando questo vecchio carcere, oggi meta di molti pellegrini, perché lì ha vissuto Santa Bernadette, la Veggente.

