Serve ridurre il debito e la spesa pubblica
La necessità di ridurre il debito e la spesa pubblica dovrebbero essere al primo posto. Mettere mano alle vere liberalizzazioni, quelle che porterebbero vantaggi a tutti. In un’intervista, il segretario del PLI, Stefano De Luca, sottolinea la necessità di ridurre i costi delle bollette energetiche del 25/30%. Unico modo per ridurre i tassi di interesse a far abbassare lo spread.
Ridurre il debito è quanto mai necessario. Il governo, dopo aver tiranneggiato abbastanza nel tassare la gente dovrebbe dedicarsi subito a far diminuire il debito complessivo, cominciando da una forte diminuzione della spesa pubblica, con l’eliminazione di tanti apparati inutili. Al contrario, si sentono voci di nuovi apparati, come una nuova autorità per le autostrade, cosa, forse, inutile e di cui nessuno sente la necessità. Ma aspettiamo il decreto prima di esprimerci. Certo è che finora il governo Monti ha pensato e pensa solo a tassare. Pensa a liberalizzazioni che molti definiscono inutili (taxi, farmacie e altro ancora, salvando banche ecc. C’è il rischio serio che tutti i sacrifici fatti non servano a niente se non si interviene sul debito e sulla spesa.
Anche i liberali, e non solo i soli, sono dell’ide che “sprechi e ruberie del denaro pubblico devono essere fermati. Se il Governo Monti non sarà in grado, a tempo di record, di tagliare la spesa pubblica di almeno un 10% per l’anno in corso ed altrettanto per il successivo biennio, il peggioramento della situazione economica italiana, a causa della recessione in atto, sarà un’amara realtà”. Così, sottolinea Stefano de Luca, segretario del PLI, a Viaggi e Motori.
“Lo Stato, inoltre, per dare un impulso alla ripresa produttiva e ridurre i costi delle famiglie, deve abbattere la bolletta energetica nazionale, oggi superiore del 25-30 % rispetto alla media degli altri Paesi europei. In tale settore, - continua de Luca - il primo provvedimento non può che essere quello di realizzare, senza indugio, la separazione proprietaria tra Eni e Snam Rete Gas, cedendo a terzi la proprietà di quest’ultima ed avviando una robusta privatizzazione della capogruppo. Successivamente altrettanto dovrà essere fatto con Poste, Enel, Terna, Finmeccanica e tutte le altre imprese statali, nonché con le aziende dei servizi pubblici locali”.
Il segretario liberale mette l’accento sì sulle liberalizzazioni, ma non quelle di cui si sta occupando il governo, bensì su quelle che veramente potrebbero portare vantaggi a tutti.
De Luca aggiunge che “un così massiccio programma di privatizzazioni e liberalizzazioni, determinerà un significativo abbattimento del debito pubblico, con la conseguente ed automatica riduzione di spread e tassi di interesse.
Da parte sua l’UE, come ha suggerito il Presidente della BCE Mario Draghi, ignorando i poco attendibili declassamenti delle Agenzie di rating, tutte americane, dovrà varare al più presto il Patto di Bilancio e consolidare l’Efsf, costringendo la Germania, come Paese più forte economicamente, ad incrementare il proprio contributo."

